Gio 20/09/18 La Frontera presenta “Mistral”

Riparte la programmazione dei giovedì dal vivo in osteria

La Frontera presenta una nuova produzione discografica: la creazione di una nuova identità sonora, personale e raffinata, attraverso composizioni originali e scelte timbriche riconducibili in particolare al fantastico mondo della musica arabo-andalusa. Se nel Medioevo La Frontera era il confine reale e metaforico fra il mondo europeo e quello arabo, oggi è un’ensemble di musicisti che da tredici anni svolge un’intenso studio delle tradizioni musicali del Mediterraneo alimentando un ricco repertorio in continua evoluzione: flamenco, musica araba classica, ottomana, andalusa, tradizioni sefardite e composizioni originali.

Il quartetto si distingue per il suo caratteristico sound: fisarmonica, chitarra e voce flamenca, viola e violino, percussioni, suoni che creano una miscela unica e inconfondibile. I concerti de La Frontera sono un’affascinante esperienza sonora caratterizzata dalla forte presenza scenica della fisarmonicista e cantante francese Miranda Cortes, il pathos della chitarra flamenco di Michele Pucci, la viola, il violino del cantaor flamenco Michele Sguotti, le variegate percussioni di Lorenzo Abu Gasperoni, il cui ingresso, avvenuto nel 2012, ha arricchito ulteriormente il sound del gruppo creando nuove possibilità espressive. Il nuovo lavoro discografico dei La Frontera “Mistral”, prodotto e distribuito da Felmay, è la naturale evoluzione dei tre album registrati in precedenza: “La musica dei Popoli” 2001, “Mar Bianco” 2004, “Ferme tes yeux” 2008. Mistral e’ un vento: il vento delle culture che hanno contaminato la nostra civiltà, il vento provenzale dell’amore, il vento che può accarezzare ma anche sconvolgere le dune della nostra mente, il vento della musica che può forgiare gli animi, come una mareggiata può forgiare le rocce.

“Mistral non è solo il titolo di uno dei nostri brani. Ricorda le epiche gesta di mondi lontani, di epoche che solo la musica può far emergere dal limbo dell’oblio. Un ponte tra il passato ed il futuro di chi “ancora cavalcherà spavaldo il bianco destriero della vita” che soffierà “impetuoso sugli inverni del mondo”, testimone eterno, come anche la musica può essere, del nostro cammino”. Miranda Cortes
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