Gio 26/10/17 Vito e le Orchestrine – Transumanza tour

Vito nasce a Genova tra le pecore, da madre sarda e padre siciliano. Canta e racconta del Fiele e del Miele, da sempre, per gioco o necessità. Incontra Susanna e Arianna, una chitarra e un violino. Così, sei anni fa, sbocciano Vito e le Orchestrine, un esperimento di musica e di vita.

Durante le numerose esibizioni in molte città italiane arricchiscono il loro spettacolo di teatralità. Tra le principali tappe del loro percorso ricordiamo:
-4 Agosto 2012: partecipazione al Festival COLLINAREA di Lari (Pi), apertura del concerto di Peppe Servillo e Ambrogio Sparagna.
-Agosto 2013: Carovana RATATA’, un ensamble di artisti protagonisti di uno spettacolo spontaneo di strada che ha toccato diverse piazze lungo la riviera ligure e la Toscana.
-17 Febbraio 2014: Vito e le Orchestrine vincono la II edizione del Premio FREE MUSIC BORDER RADIO, promosso da Border-Radio e da SottoIlCieloDiFred.

-Estate 2014: TRANSUMANZA TOUR, tour musical-rurale itinerante, progettato insieme al regista bolognese Valerio Gnesini, che ha attraversato l’Italia dalla Basilicata alla Liguria per scoprire come si vive e sopravvive dei prodotti della terra ed esplorare il mondo del wwoofing. Trans-umanza Tour è diventato un docu­fim, che verrà presentato venerdì 27 a Padova al CinemaPorto Astra di Padova. 
-Dicembre 2015: uscita dell’album LA TARTARUGA, canzoni per bambini di Bruno Lauzi rilette da artisti contemporanei, edito da MAREMOSSO, contenente il brano I BAMBINI D’ITALIA, rivisitato da Vito e le Orchestrine.
-Dicembre 2016: finali del PREMIO FABRIZIO DE ANDRE’ 2016, “Parlare Musica” XV Edizione, Auditorium Parco della Musica di Roma, Sala Sinopoli.

Al loro attivo “FIELE E MIELE”, CD autoprodotto e autodistribuito di canzoni originali non depositate alla S.I.A.E. In corso di registrazione il loro secondo album: “LA STRATEGIA DEL TERRONE”.

Dicono di loro:
“Se amate l’irruenza scomposta più che la precisione chirurgica, il politicamente scorretto più che il buonismo universale, lo sberleffo irriverente più che l’ironia in punta di fioretto, la vitalità brulicante più dell’estetica del rigore, l’intuizione senza filtro più che la sua elaborazione a tavolino, l’umana imprecisione più che la disumana perfezione, ecco” [1] “il trio bandito più irriverente di Genova, stornelli alla cicuta intrisi di terra, odoranti di caruggi e bagnati di vino cattivo. Vito è la voce della protesta, chitarra violino e bellezze lo accompagnano, un piano tanto strano che funziona alla perfezione.” [2]

[1] Alessandro Hellmann e [2] Michele Ferrero

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