Lun 24/10/16 Raf Ferrari 4tet in concerto

Dopo il successo all’Auditorium Parco della Musica, il pianista Raf Ferrari continua i concerti del tour dedicato all’album “Quattro” insieme al suo quartetto formato con il violoncellista Vito Stano, il contrabbassista Andrea Colella e il batterista Claudio Sbrolli, con ritratti e storie autobiografiche tra jazz, musica classica e contemporanea.

Continua il tour del Raf Ferrari 4tet dedicato al nuovo album “Quattro”, dopo il successo all’Auditorium Parco della Musica.

Dopo i due primi due dischi, “Pauper” e “Venere e Marte”, “Quattro” si rivela un lavoro eccellente e di raffinata sensibilità artistica che mette in luce il grande talento di Raf Ferrari, colto pianista nonché compositore di origine lucana, ma romano d’adozione.

Il carattere fortemente biografico dell’album è esteso a tutti i componenti dell’ensemble, con “ritratti” musicali simbolici e augurali, testimoniando la stretta unione professionale e umana cementata nel corso di un decennio di intesa collaborazione. Il Raf Ferrari 4tet è una formazione atipica nel jazz – a piano, contrabbasso e batteria si affianca il violoncello – nata nel 2006 dopo una lunga sinergia tra Raffaele Ferrari e il violoncellista Vito Stano, il sodalizio si è poi esteso al contrabbassista Guerino Rondolone, impegnato in questi giorni in una tournée teatrale con Rocco Papaleo e sostituito dal grande Andrea Colella per questo tour, e al batterista Claudio Sbrolli, con i quali si è andato a costruire un interplay avvolgente e suggestivo, unito a una profondità lirica e melodica.

Il titolo del nuovo lavoro, vero e proprio concept album suddiviso in due suites, indica molti elementi autobiografici: “Tutto nasce da un sogno fatto da bambino, dove una cara persona a cui ero affezionato mi appare mostrandomi un numero.”  Questo numero diviene per Raf Ferrari una sorta di ossessione e si ripresenta a tappe differenti, nel tempo.  “Da allora ci penso: ancora altri quattro giorni? Quattro anni? Quattro figli? Quattro madri? Quattro donne? Quaranta anni? Quaranta quattro anni e basta? Dinanzi a me un solo numero….e gli fa strada il tempo…”

“Quattro” anche i componenti della formazione con un omaggio ai quasi dieci anni di attività insieme attraverso un linguaggio musicale che va dal jazz alla musica contemporanea, alla classica, con echi di pop-rock strumentale, funk e free. Libera improvvisazione, strutture ritmiche incalzanti, ma anche forma-canzone, temi cantabili, elementi popolari e spazi decisamente swing che si fondono con momenti di dolcezza.

La prima suite, anch’essa intitolata “Quattro”, si struttura in quattro composizioni originali, raffigurazioni che il pianista dà di se stesso e dei suoi compagni di viaggio.
L’altra suite, “Le stagioni”, è divisa discograficamente in quattro tracce dedicate alle stagioni, ma collegate musicalmente attraverso un unico brano senza interruzione. Si inizia con la rappresentazione dell’autunno per finire con “Estate”, ballad che chiude il disco. Diciotto minuti di musica dove la voce-guida passa frequentemente dal violoncello al pianoforte, che si scambiano temi e background. Le sonorità, decisamente europee e mediterranee, sono imbastite di improvvisazioni che a volte seguono l’armonia e la struttura del tema, a volte l’anticipano. Talvolta la voce del violoncello si sovrappone a se stessa, sovraincisa come a rappresentare un quartetto d’archi.

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