Lun 04/01/16 Do’ Storieski con Paolo Malaguti

Lunedì 4 luglio ospitiamo sul nostro palco i Do’ Storieski, per un appuntamento del loro “Almanacco Veneto Kankaro”. Questa volta un grande e graditissimo ospite: Paolo Malaguti, scrittore tra gli altri di “Nuovo Sillabario Veneto”, “I Mercanti di Stampe Proibite” e “La Reliquia di Costantinopoli”, nonché finalista al Premio Strega 2016!

Gio 5 Nov - Do'Storieski presentano "Disintegrati"

Paolo Malaguti sul suo sito si presenta così:
Sono nato a Monselice nel 1978. Ho trascorso l’infanzia e la giovinezza a Padova, dove ho frequentato il Liceo Ginnasio “C. Marchesi” e dove mi sono laureato in Lettere moderne, con una tesi di Filologia italiana su Antonio Fogazzaro.
Dal 2004 insegno nei licei, prima della provincia di Treviso, poi della provincia di Vicenza. Attualmente insegno nel liceo “G. B. Brocchi” di Bassano del Grappa.
Ho pubblicato “Sul Grappa dopo la vittoria” (6a edizione 2014) nel 2009, per i tipi della Santi Quaranta di Treviso; sempre con la casa editrice trevigiana, diretta da Ferruccio Mazzariol, ho pubblicato due anni dopo, nel 2011, “Sillabario veneto” (3a edizione 2013), e, nel 2013, “I mercanti di stampe proibite” (2a edizione 2013).
Nel 2012 ho partecipato con il racconto “Il bambino di Marostica” all’antologia “Nero 13 – Giallo a Nordest” per la Libra Edizioni.
Dal 2013 contribuisco, con articoli di educazione, didattica, cultura generale, al quotidiano on-line “IlSussidiario.net”.
Nell’ottobre del 2015 è uscito, per i tipi della Neri Pozza, il romanzo storico “La reliquia di Costantinopoli”.
Fin dal 2009 incontro i lettori e chiunque voglia discutere con me sulle tematiche relative ai miei libri, presso biblioteche, scuole, librerie, circoli culturali.
Le mie presentazioni vorrebbero essere prima di tutto un momento di incontro e di dialogo aperto: ogni volta al termine degli incontri mi piace rendermi conto di avere imparato qualcosa di nuovo, oltre che di avere offerto spunti di discussione e di ragionamento.
Presentando “Sul Grappa dopo la vittoria” cerco di toccare alcuni aspetti a mio avviso significativi della Grande Guerra, quali le grandi novità (tecniche, culturali, spaziali) rispetto ai conflitti precedenti, la tematica della scrittura dal fronte, le pagine ancora oscure del conflitto (quali le fucilazioni di guerra e la brutalità nei confronti dei soldati), gli aspetti del dopo-guerra (il recupero, l’emigrazione…), la problematica del rapporto tra Grande Guerra e ventennio fascista.
Quando presento “Sillabario veneto” mi piace partire da alcune parole del dialetto veneto (tracciandone l’etimologia e il percorso nel mio lessico familiare) per toccare problematiche più ampie, con riferimenti a Meneghello e Pasolini: la perdita delle parlate regionali o la loro marginalizzazione; la censura scolastica nei confronti dei dialetti fino agli anni Ottanta; lo sviluppo economico e socio-spaziale del Veneto come chiave di lettura del progressivo sradicamento delle nuove generazioni rispetto agli spazi e ai codici di due o tre generazioni fa.
Incontrando i lettori de “I mercanti di stampe proibite” tocco, sempre partendo dal romanzo, il grande tema del commercio ambulante nell’Europa pre-industriale, legandolo alle vicende economiche e culturali dell’editoria dei Remondini di Bassano. Partendo da qui, tocco il tema della censura nella stampa satirica nell’Europa del XVIII secolo, e il rapporto tra “ultimi” della società (i mercanti ambulanti, nello specifico del romanzo) e i “grandi” (stampatori, politici, alti prelati) della Storia, in un bilancio mai facile e mai definitivo.
“La reliquia di Costantinopoli” ci porta al 1453, durante l’assedio di Maometto II alla Città sul Corno d’oro. Parlando di questo libro si potrà discutere di reliquie della Passione, mescolanze linguistiche tra veneto ed ebraico, e soprattutto, ovviamente, della caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi, uno dei fatti storici più significativi e carichi di conseguenze del XV secolo.

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